L’intolleranza al lievito esiste davvero?
Il falso mito
Spesso sento dire dai miei pazienti la seguente frase: “la pasta mi gonfia” ed immediatamente scatta l’intolleranza ai lieviti. In realtà il termine “intolleranza alimentare al lievito” è un’espressione generica per indicare una disbiosi intestinale con particolare attenzione ad una possibile sovracrescita della componente fungina, in particolare del lievito Candida albicans.
Una reale intolleranza alimentare invece è una reazione avversa che si scatena a seguito dell’assunzione dell’alimento x per impossibilità del corpo di digerirlo a causa di una carenza o assenza enzimatica (come per l’intolleranza al lattosio, leggi qui l’articolo…)
La sintomatologia che spesso manifestano queste persone è tipica dell’intolleranza classica alimentare ma ha dei fattori comuni anche a differenti patologie gastrointestinali. I sintomi principali sono:
- gonfiore addominale
- alterazione dell’alvo
- meteorismo
- spossatezza / mal di testa
- nausea
Cosa fare se si hanno questi sintomi
Solitamente chiedo ai miei pazienti di tenere un diario alimentare segnando non solo ogni pasto fatto nell’arco di una settimana, ma anche eventualmente se si presentano questi sintomi, con che gravità e dopo l’assunzione di quali alimenti. E’ molto importante non “girare alla cieca” ma cercare di capire se un alimento può provocare una reazione più importante rispetto ad altri o può essere la sommatoria di più fattori a scatenare la reazione avversa (come spesso accade).
Nel caso della “non-intolleranza” ai lieviti bisogna porre molta attenzione anche all’eventuale co-presenza o familiarità per patologie gastrointestinali che possono provocare un’alterazione dell’attività o qualità del microbiota intestinale come: celiachia, morbo di Crohn, IBS, IBD, disbiosi etc. Naturalmente ogni tipo di patologia deve essere diagnosticata sempre e solo da un medico.
A questo punto sarà fondamentale consultare un nutrizionista per poter seguire un’alimentazione corretta.
La dieta da seguire

Ai miei pazienti terrorizzati dalla pasta e dal pane propongo un approccio graduale. I 3 punti principali saranno:
- ridurre l’apporto di zuccheri semplici
- controllare l’apporto e la qualità delle fibre assunte con frutta e verdura
- inserire se necessario prodotti senza lieviti
Inoltre a seconda del soggetto sarà fondamentale valutare una corretta integrazione di prebiotici/probiotici per migliorare la funzionalità del microbiota intestinale.
Se anche tu hai bisogno di un piano alimentare personalizzato per risolvere questa problematica, contattami e prenota un appuntamento!
